Materia Prima - “Fedra” è un testo del poeta e drammaturgo Alessandro Pertosa e dedicato ad una figura femminile tra le più inquietanti e potenti della storia.
Manufatto - Desiderio, colpa e verità emergono dalla figura tragica di Fedra, in uno spettacolo che esplora la tensione tra parola e corpo, silenzio e confessione. Una rilettura che mette in luce la vulnerabilità e il coraggio di una donna lacerata dal sentimento. Avvolta nelle spire di un'ossessione senza fine Fedra si interroga sulla legittimità dell'amore.Su quali limiti esso debba avere e sulla sua forza sconvolgente. Attraverso un percorso circonvoluto e aspro, fisico e interiore, assisteremo ad una confessione profonda e toccante. Al racconto di una storia terribile ma anche, insieme,dolce e luminosa. Alla presa d’atto che: “l’amore è senza scampo”. Anche se porta alla rovina. Il monologo vede come protagonista la cantante e attrice Ludovica Gasparri, la drammaturgia originale è di Alessandro Pertosa, le musiche originali e la regia di Andrea Anconetani.
Materia Prima - “Isabel” nasce in seguito allo studio eseguito da Melania Fiore sulla figura storica e umana di Isabella la Cattolica, Un personaggio di straordinaria modernità.
Manufatto - “Isabel” è la storia di una donna dotata di un fascino incredibile. È la prima regina della Spagna riunificata grazie al Matrimonio con Ferdinando d’Aragona. È la donna che mise in fuga i Mori e riconquistò Granada. La sovrana che sostenne l’impresa di Cristoforo Colombo e aprì al Vecchio mondo la via del Nuovo. È lei che prese in mano le redini della Chiesa diventando nota come «la Cattolica». Il monologo, dunque, ripercorre l’intera vicenda umana di questa straordinaria donna e regina: l’adolescenza, vissuta nell’ombra della malattia della madre, la sofferta entrata a corte sostenuta dalla figura paterna di Chacon e della sua guardia personale Gonzalo de Cordoba suo grande amore segreto fino all’ascesa al trono. Il racconto inizia nel 1464, anno in cui lei, che era solo una principessa, si ritrovò alla corte spagnola, coinvolta suo malgrado nelle trame familiari, fino a prevalere anni dopo, dando così inizio alla leggenda. La leggenda di una regina dal fascino immortale.
Materia Prima - Una pagina di storia vissuta in prima persona. Una storia d'amore e una tragedia sullo sfondo della Russia post rivoluzionaria che statransitando allo stalinismo.
Manufatto - Le dee nascono ma non muoiono e cantano le loro eterne, dolorose litanie sospese sulle onde di un mare arcano e senza fine. Cantano la loro solitudine che somiglia alla vita senza esserlo. Esiste solo colui sul quale si posa uno sguardo. È per questo che gli dei non possono amare. Né essere amati. Perché il dolore per ciò che finisce sarebbe eterno, infinito. Il Monologo in forma di reading vede come protagonista la cantante e attrice Giorgia Bazzanti, la drammaturgia di Alessandro Pertosa, le musiche originali di Frida Neri, la regia di Andrea Anconetani.
Materia Prima - Una pagina di storia vissuta in prima persona. Una storia d'amore e una tragedia sullo sfondo della Russia post rivoluzionaria che sta transitando allo stalinismo.
Manufatto - Ippodromo di Mosca, 13 maggio 1929. La giovane attrice Veronika Polonskaja incontra l'uomo che cambierà radicalmente la sua vita. Si tratta del poeta Vladimir Majakovskij. Lui è un intellettuale all'apice della fama, un'autorità indiscussa, lei una ragazzina appariscente ed un po’ ingenua. La scintilla scatta inevitabile. Veronika, sposata troppo giovane con un uomo che condivide con lei soltanto la professione di attore, diventa la donna segreta del poeta. Dopo un breve periodo iniziale in cui il rapporto tra i due vive momenti di intensa, depensata felicità inizia però una spirale distruttiva che li risucchia in un vortice di incontri, partenze, confessioni, litigi. Un periodo fosco e difficile che termina il 14 aprile del 1930 con il suicidio del poeta. Ad interpretare un'intensissima Veronika è Francesca Lattanzio. Drammaturgia, musica originale e regia sono di Andrea Anconetani.
Materia Prima - È una riflessione sulla tragedia irrisolvibile dell’esistenza. Tenta di problematizzare la classica lettura di Antigone vittima e di Creonte carnefice.
Manufatto - Si svolge nei meandri della mente di Creonte. Ciò che accade è una proiezione degli incubi che perseguitano il Re di Tebe, dopo aver mandato a morte sua nipote, rea di non aver rispettato la legge della Città. Creonte sa di avere ragione, sa che il diritto è dalla sua parte, ma nel fondo della coscienza qualcosa lo turba. E così Antigone torna, in varie forme, a tormentargli il sonno. Torna a dirgli che la legge del potere e quella del cuore non possono coesistere. E che chi vuole risolvere la vita, chi pensa di poter dettare le regole deve far i conti, comunque, con la contraddittorietà del reale, che produce dolore e strazio: perché il cerchio non si chiude, i conti non tornano mai. Legge e cuore, potere e amore confliggono da sempre. Queste due condizioni opposte si equivalgono: l’una non è maggiore dell’altra. Entrambe hanno pari dignità. Entrambe hanno ragione di esistere. E anche se si elidono a vicenda, anche se non c’è alcuna possibilità di farle coesistere, stanno lì, con la loro forza contrapposta a dilaniare chiunque ne subisca il feroce dominio. Tragedia per due attori con Giorgio Sebastianelli (Creonte) e Melania Fiore (Antigone). Testo Alessandro Pertosa, musiche e ambientazioni sonore Frida Neri, regia di Andrea Anconetani. - SPETTACOLO NON PIU' DISPONIBILE
Materia Prima - Il tempo e il rimpianto sono i temi portanti della nostra Cassandra. Esploriamo con lei la tragedia del conoscere.
Manufatto (scenico) - Chi ha desiderato ed ottenuto il dono della profezia vive sospeso in un astratto, infinito presente. Per chi ha avuto il dono-dannazione della profezia il tema del rimpianto si proietta all'infinito e non v'è nessuna salvezza possibile neppure nel futuro. L'unico scampo all'inferno della veggenza è la fuga in viaggi immaginari, impossibili e romanzeschi. In questo monologo la Cassandra mitologica rimane sullo sfondo, presupposta, mentre a svelarsi (e ri-velarsi) è il suo mondo interiore, l'intimo straziante dolore sotteso al conoscere. La schiacciante violenza della verità. Con: Maddalena Fenucci (Cassandra), testo Alessandro Pertosa, regia Andrea Anconetani, scene Massimiliano Orlandoni, costumi Claudia Foresi. Debutto, Teatro Comunale di Loreto (AN), 13 aprile 2019 - SPETTACOLO NON PIU' DISPONIBILE
Manufatto (testuale) - Il testo del monologo è stato pubblicato da "Crac Edizioni" nella nuova collana teatrale "I Paraventi"